Clima acustico - ETIKA ambientale sas 2017

ETIKA ambientale sas
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Legge 447/1995
I problemi connessi al D.P.C.M. 1/03/91 sono stati superati dall'emanazione della Legge Quadro 447/95 che permette alla P.A. di creare e conservare le condizioni per rispetto dei beni costituzionali di salute e ambiente.
La risoluzione dei problemi di inquinamento acustico non è delegata così ai soli strumenti repressivi. Essa recepisce le direttive comunitarie 89/594/CEE, 89/514/CEE, 88/180/CEE, 88/181/CEE, 87/405/CEE ed è a tutela dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo, fatta salva la disciplina introdotta dalla Legge 277/91 per l'ambiente di lavoro.
La Legge 447/95 da definizioni dei Valori Limite di Immissione: valore max misurato nell'ambiente in prossimità dei ricettori immesso da tutte le sorgenti, distinti in Assoluti (max Leq di rumore ambientale), Differenziali (differenza fra Leq ambientale e Leq residuo) e di Qualità, quali valori di rumore da conseguire nel breve, medio e lungo periodo con le tecnologie e metodologie di risanamento disponibili.
Peraltro, la determinazione dei valori è delegata a Decreti Attuativi: i valori possono così modificarsi senza cambiare la legge 447/95.

DM 16/398, Tecniche di rilevamento e di misurazione dell'inquinamento acustico
Il DM 16/398, disciplina le tecniche relative di rilevamento e di misurazione dell'inquinamento da rumore (attuazione art. 3, lett. c, Legge 447/95) ad esclusione dell'inquinamento nell'intorno aeroportuale. Il sistema di misura deve prevedere una catena fonometrica in classe 1 e dinamica adeguata al fenomeno in esame. La calibrazione da effettuarsi prima e dopo ogni misura con variazione massima di 0,5 dB, con verifica di conformità e taratura catena fonometrica ogni 2 anni.

Il DM 16/3/98 definisce quale Tempi di riferimento (TR) il Periodo della giornata in cui si effettuano le misure (diurno: 06.00-22.00, notturno: 22.00-06.00) il Tempo a lungo termine (TL) , il multiplo di TR per il calcolo dei valori d'attenzione ed il Tempo di mi-sura (TM) , il Tempo minore del tempo di osservazione (To) all'interno del quale si verifica il fenomeno in esame.
Il DM 16/3/98 definisce il Livello di rumore ambientale LA, quale insieme del rumore residuo delle specifiche sorgenti disturbanti escluso eventi eccezionali, il Livello di rumore residuo LR, misurato con le stesse modalità di LA escludendo le specifiche sorgenti di-sturbanti ed eventi eccezionali, nonché il Livello differenziale di rumore LD = LA - LR.

Il Livello di emissione LAEQ dovuto alla sorgente specifica, si confronta con i limiti di emissione ed è dato dalla formula qui riportata.
Il fattore correttivo Ki (escluse infrastrutture di trasporto), pari a 3 dB, è la correzione in dB per tener conto di componenti tonali, impulsive e di bassa frequenza. Il Livello di rumore cor-retto è LC = LA + KI + KT+ KB.

DPCM 14/11/1997: classificazioni e limiti
Il D.P.C.M. 14 novembre 1997 ha fissato i valori limite delle sorgenti sonore; in particolare sono stati fissati i valori limite di emissione (art. 2), i valori limite assoluti di immissione (art. 3), i valori limite di qualità (art. 7) riferiti alla classificazione in aree del territorio ed i valori limite differenziali di immissione.
I valori limite di emissione (art. 2) sono riferiti alle sorgenti fisse ed alle sorgenti mobili; i limiti relativi le sorgenti fisse sono riportati nella tabella di seguito.
I valori limite assoluti di immissione (art. 3) sono riferiti al rumore immesso nell'ambiente esterno dall'insieme di tutte le sorgenti.
I valori di qualità sono quelli di cui all'art. 2, corama 1, lettera h), della legge 26 ottobre 1995, n. 447 e di seguito riportati.



I valori limite differenziali di immissione definiti dall'art. 2, comma 3, lettera b) della legge 447/95 come differenza tra il rumore ambientale ed il rumore residuo, sono stati fissati con il D.P.C.M. 14/11/1997 pari a 5 dB(A) nel periodo diurno e 3 dB(A) nel periodo notturno.

Art. 4. Valori limite differenziali di immissione D.P.C.M. 14/11/1997
1. I valori limite differenziali di immissione, definiti all'art. 2, comma 3, lettera b), della legge 26 ottobre 1995, n. 447, sono: 5 dB per il periodo diurno e 3 dB per il periodo notturno, all'interno degli ambienti abitativi. Tali valori non si applicano nelle aree classificate nella classe VI della tabella A allegata al presente decreto.
2. Le disposizioni di cui al comma precedente non si applicano nei seguenti casi, in quanto ogni effetto del rumore è da ritenersi trascurabile:
a) se il rumore misurato a finestre aperte sia inferiore a 50 dB(A) durante il periodo diurno e 40 dB(A) durante il periodo notturno;
b) se il livello del rumore ambientale misurato a finestre chiuse sia inferiore a 35 dB(A) durante il periodo diurno e 25 dB(A) durante il periodo notturno.


3. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano alla rumorosità prodotta: dalle infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime; da attività e comportamenti non connessi con esigenze produttive, commerciali e professionali; da servizi e impianti fissi dell'edificio adibiti ad uso comune, limitatamente al disturbo provocato all'interno dello stesso.

DEFINIZIONI DELLE COLLOCAZIONI TEMPORALI
Ai sensi del D.M. 16/03/1998 si definisce:

Tempo di riferimento (TR ): rappresenta il periodo della giornata all'interno del quale si eseguono le misure. La durata della giornata è articolata in due tempi di riferimento: quello diurno compreso tra le h 6,00 e le h 22,00 e quello notturno compreso tra le h 22,00 e le h 6,00.

Tempo di osservazione (TO ): e' un periodo di tempo compreso in TR nel quale si verificano le condizioni di rumorosità che si intendono valutare.

Tempo di misura (TM ): all'interno di ciascun tempo di osservazione, si individuano uno o più tempi di misura (TM) di durata pari o minore del tempo di osservazione in funzione delle caratteristiche di variabilità del rumore ed in modo tale che la misura sia rappresentativa del fenomeno.

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