MUD ed analisi di rifiuti - ETIKA ambientale sas 2017

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CLASSIFICAZIONE DEL RIFIUTO
ATTRIBUZIONE DEL CODICE CER

I rifiuti sono definiti specificatamente mediante un codice a sei cifre per ogni singolo rifiuto e i corrispondenti codici a quattro e a due cifre per i rispettivi capitoli.
Di conseguenza, per identificare un rifiuto nell'elenco occorre procedere come segue:

Identificare la fonte che genera il rifiuto consultando i titoli dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 per risalire al codice a sei cifre riferito al rifiuto in questione, ad eccezione dei codici dei suddetti capitoli che terminano con le cifre 99.
E' possibile che un determinato impianto o stabilimento debba classificare le proprie attività riferendosi a capitoli diversi.
Per esempio un fabbricante di automobili può reperire i rifiuti che produce sia nel capitolo 12 (rifiuti dalla lavorazione e dal trattamento superficiale di metalli), che nel capitolo 11 (rifiuti inorganici contenenti metalli
provenienti da trattamento e ricopertura di metalli) o ancora nel capitolo 08 (rifiuti da uso di rivestimenti), in funzione delle varie fasi della produzione. Nota: I rifiuti di imballaggio oggetto di raccolta differenziata (comprese combinazioni di diversi materiali di imballaggio) vanno classificati alla voce 15 01 e non alla voce 20 01.
Se nessuno dei codici dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 si presta per la classificazione di un determinato rifiuto, occorre esaminare i capitoli 13, 14 e 15 per identificare il codice corretto.
Se nessuno di questi codici risulta adeguato, occorre definire il rifiuto utilizzando i codici di cui al capitolo 16.
Se un determinato rifiuto non é classificabile neppure mediante i codici del capitolo 16, occorre utilizzare il codice 99 (rifiuti non altrimenti specificati) preceduto dalle cifre del capitolo che corrisponde all'attività identificata al punto 3.1.

L'ANALISI IN LABORATORIO

Determinazioni chimico-fisiche per la classificazione dei rifiuti industriali secondo le Decisioni comunitarie che hanno introdotto i codici CER 2002 (Decisione 2000/532/CE, modificata dalle Decisioni 2001/118/CE, 2001/119/CE e 2001/573/CE sui rifiuti pericolosi e non).

MUD
GESTIONE RIFIUTI
Obbligo Denuncia Annuale M.U.D.

In riferimento agli obblighi connessi alla gestione del catasto rifiuti ed alle comunicazioni annuali da effettuare mediante la denuncia M.U.D. (di cui alla Legge 25 gennaio 1994, n. 70) entro il 30 di aprile di ogni anno, si informa che il Decreto Legislativo n. 4 del 16/01/2008 ha modificato il Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 con decorrenza al 13/02/2008.
Quindi, rispetto all'anno scorso, il D.Lgs. n. 4/2008 ha infatti introdotto importanti modifiche per quanto riguarda i soggetti obbligati alla comunicazione annuale alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura territorialmente competenti.
Di seguito si forniscono ulteriori informazioni in merito alla attuale situazione.
Lo studio è in ogni caso disponibile per ulteriori informazioni e chiarimenti.
Soggetti tenuti alla dichiarazione annuale dati ambientali MUD:
Produttori di rifiuti speciali non pericolosi:
Imprese ed enti con più di dieci dipendenti che producono i seguenti rifiuti speciali:
rifiuti da lavorazioni artigianali;
rifiuti da lavorazioni industriali;
rifiuti da attività di recupero e smaltimento rifiuti, fanghi da potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi.
Produzione di rifiuti speciali pericolosi ed attività di gestione rifiuti:
chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e di trasporto di rifiuti, compresi i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione, ovvero svolge le operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti debitamente autorizzate;
le imprese che effettuano il trasporto dei propri rifiuti pericolosi;
le imprese e gli enti che producono rifiuti pericolosi;
i consorzi che recuperano particolari tipologie di rifiuto oli minerali, oli vegetali, accumulatori al piombo;
per quanto riguarda i rifiuti prodotti dalle navi e da queste consegnati nei porti, le autorità portuali, ove istituite, o le autorità marittime.

Soggetti esonerati dalla dichiarazione annuale dati ambientali MUD:
gli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile con un volume di affari annuo non superiore a euro ottomila;
le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi di cui all'art. 212 c.8 (Le imprese che esercitano la raccolta e il trasporto dei propri rifiuti non pericolosi come attività ordinaria e regolare nonché le imprese che trasportano i propri rifiuti pericolosi in quantità che non eccedano trenta chilogrammi al giorno o trenta litri al giorno iscritte all'Albo nazionale gestori ambientali);
per i soli rifiuti non pericolosi, le imprese e gli enti produttori iniziali che non hanno più di dieci dipendenti;
i produttori di rifiuti pericolosi che conferiscono i medesimi al servizio pubblico di raccolta competente per territorio e previa apposita convenzione;
gli studi medici e dentistici se operano come professionisti non associati in qualsiasi forma di impresa.

Normativa di riferimento:
Decreto Legislativo del 3 aprile 2006, n. 152
Art. 189 (Catasto Rifiuti) Comma 3.
(modificato dall'art. 2, D.Lgs. 16.01.2008, n. 4, con decorrenza dal 13/02/2008)
Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti, i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione, le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento di rifiuti, i Consorzi istituiti per il recupero ed il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti, nonché le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi e le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all'articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g) (1), comunicano annualmente alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura territorialmente competenti, con le modalità previste dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70, le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti oggetto delle predette attività. Sono esonerati da tale obbligo gli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile con un volume di affari annuo non superiore a euro ottomila, le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi, di cui all'articolo 212, comma 8, nonché, per i soli rifiuti non pericolosi, le imprese e gli enti produttori iniziali che non hanno più di dieci dipendenti.
Note:
(1) Art. 184 comma 3
c) i rifiuti da lavorazioni industriali (ad esclusione del coke da petrolio utilizzato come combustibile per uso produttivo);
d) i rifiuti da lavorazioni artigianali;
g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi.


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